venerdì 27 maggio 2011

Incroci: Daniele Biacchessi, Teatro Civile, Nei luoghi della narrazione e dell'inchiesta, Verdenero 2011

Daniele Biacchessi è giornalista radiofonico per mestiere ,esploratore di verità nascoste per vocazione e narratore per passione. Ha raccolto in Teatro Civile tante storie del nostro tempo senza giustizia , segnate dall’ illegalità o d’origine mafiosa . L’intenzione è quella di fare memoria , evidenziando il ripetersi dei meccanismi del crimine , l’incompiutezza della giustizia, l’impotenza delle vittime . Così torna sulla resistenza, le stragi impunite, i disastri sull’ambiente dalla diossina all’amianto, le fabbriche di morti, le guerre solo apparentemente lontane.
Il perimetro tracciato potrebbe sembrare troppo vasto e indifferenziato ma la maggior parte degli episodi ripercorsi rimanda al lavoro teatrale che dalla vicenda è scaturito.
Uno dei pregi del volume, edito pochi mesi fa da Verdenero, è infatti rendere conto delle esperienze di Teatro Civile in Italia negli ultimi decenni. Biacchessi delinea così un panorama vivace dove vi è sempre più convergenza tra giornalismo d’inchiesta e drammaturgia.
Oggi, come nell’antichità, dunque, con il teatro si parla di quello che in altro modo non si può dire .
Occorre riconoscere che l’informazione non basta, non tocca veramente,è troppa o troppo lontana, scorre via senza essere metabolizzata. Per coinvolgersi abbiamo bisogno d’essere tirati dentro.
Il narratore recupera l’abilità, un tempo diffusa, a far vedere con le parole e i gesti , a far passare da sé a chi ascolta una corrente emotiva.
Sono ormai in molti. Vanno nei teatri ma anche in ogni altro posto dove ci sia chi ha voglia di ascoltare una storia sottratta all’oblio .
Marco Paolini ,che ha portato verso la metà degli anni Novanta il Racconto del Vajoint al grande pubblico, è certo uno dei più conosciuti.
Marco Baliani con Kohlhaas, il protagonista di un racconto di Von Kleist che lotta tutta la vita per la verità, ha fortemente orientato le esperienze successive.
Ma nel giro di pochi anni si sono affermati numerosi spettacoli di forte impatto lanciando una nuova generazione di artisti:
Radio Clandestina sulla strage delle Fosse Ardeatine e Scemo di Guerra sui bombardamenti della Seconda Guerra mondiale di Ascanio Celestini, Olivetti di Laura Curino, Mai Morti di Renato Sarti con Bebo Storti sui massacri coloniali degli italiani in Etiopia.
E ancora Reportage Chernobyl di Roberta Biagiarelli , Storie di Scorie di Ulrico Pesce sulla gestione dei rifiuti radioattivi, Cento Passi dal Duomo di Giulio Cavalli sulla mafia a Milano. L’elenco potrebbe continuare ma è quel che basta per mostrare quanto vi sia il bisogno di raccontare e ascoltare storie, dove a prevalere siano verità e umano sentire.

Francesca

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