Un ragazzo sui vent’anni comincia a raccontare di sé . Capiamo subito che è uno cresciuto in famiglia tra agi e attenzioni .Nell’ultima pagina ne ha trenta ed è piuttosto messo male.
Per cominciare si chiude in bagno per un mese e la madre fuori a tentare di convincerlo ad uscire e lui neanche per sogno. Non c’entra la bella che lo tiene sulle spine; semmai l’agenzia investigativa. Già perché la madre cede ai ricatti del ragazzino che, minacciandola di suicidarsi, pretende di ingaggiare un detective. Uno dei modi per impedire di fare atti sconsiderati è accontentare richieste folli. Viene da una vicinanza eccessiva, malintesa, da una attitudine ad annullare le distanze assai diffusa tra genitori e figli oggi. Poi c’è che ad avere troppo si finisce per fare confusione. Se qualcosa non va subito come si desidera, c’è sempre a portata di mano qualcos'altro. Così si perde di vista ciò che è bene perseguire .
Vic si è abituato sin da piccolo ad avere da chi gli vuol bene soldi o la possibilità di spenderne. Il denaro diviene presto una libidine irrinunciabile . Con qualche lungaggine e una certa vena paradossale il trentenne Gianluigi Ricuperati con Il mio impero è nell’aria ci porta dentro a un’ossessione che si sviluppa in sordina e finisce per monopolizzare la mente.
Vic dapprima fa più o meno quel che fanno gli altri, solo che di niente gli importa granchè.
Si iscrive a una scuola di giornalismo ma non la finisce, ha delle ragazze ma non ne è mai preso fino in fondo. Inaspettatamente la madre si ammala e di lì a poco muore . Neanche il lutto riesce davvero a raggiungerlo. Intanto si moltiplicano i suoi traffici con i soldi .Sono spese sconsiderate, richieste di prestiti, tentativi di fare dell’attrazione per il denaro un vero lavoro. Deve mantenerli segreti così inventa bugie di ogni genere, fa finta di essere quello che non è e intanto il conto corrente va sempre più in rosso e i debiti crescono. Le regole morali sul maneggio del denaro, che pur il padre gli mostra e gli esemplifica senza tregua, paiono non valere per lui.
Il lavorio mentale per invalidarle è ben reso e così pure il girare a vuoto della mente intorno a questo unico tema . La truffa diventa prima possibile e poi entra fatalmente a far parte della sua vita fino a toccare anche gli affetti. Vic , che pure non manca certo di intelligenza , buone intuizioni e capacità di farsi apprezzare, comincia a fare delle sonore sciocchezze e così frana giù, sempre più giù. E’ il corpo a mostrargli quel che l’anima non vuol capire . Una improvvisa paralisi facciale gli impedirà di ridere e la contrazione gli farà venire finalmente le lacrime, seppur involontarie . Distendere i muscoli rattrappiti lo aiuterà a prendere coscienza della sua compulsione e desiderare di tenerla a bada. Il romanzo incuriosisce perché coglie con leggerezza una dimensione di rischio tutta contemporanea non ancora sufficientemente messa a fuoco .
Francessca
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