Una donna muore ed è la figlia bambina a tirare per la giacchetta del pigiama il padre perché se ne accorga.
Se tu fossi qui di Maria Pia Ammirati , giornalista e dirigente Rai, è un libro che prende di petto la morte , quella improvvisa di una giovane madre di famiglia e la fa reagire con la vita.
L’incredulità si manifesta per prima nell’uomo e lo immobilizza per un tempo indefinito.
Mentre una parte ridotta del cervello riesce a suggerire le prime azioni da fare, già la sensazione del tradimento si fa strada e quasi prevale. Cominciano ad arrivare i familiari e gli amici ma nulla possono di fronte a un mondo scardinato e ridotto in frammenti senza il collante che quella vita rappresentava. Matteo pensa alla prossima mossa, quella che non si può evitare, e al tempo stesso è assalito da un turbinio di interrogativi.
Può contare su presenze affettuose attorno a lui ma resta solo di fronte a quella morte.
Ripercorre mentalmente gli ultimi mesi , i nervosismi tra loro, la distanza che si era creata.
Mentre rimbalza tra disperazione, rabbia, rifiuto della realtà, il bip del cellulare senza più proprietario gli rivela più di quello che vorrebbe sapere.
Sulle tracce di un amante scopre invece d’aver vissuto inconsapevolmente accanto a una donna malata che ha protetto lui e le bambine dalla verità.
Il tempo dell’azione, quello appena successivo alla morte, e il focus ravvicinato sul protagonista semplificano il tracciato della narrazione.
La scrittura pedina l’uomo improvvisamente solo di fronte a se stesso e restituisce gli accadimenti con un ritmo incalzante ma sceglie il punto di vista di chi osserva la vicenda dall’esterno. Il racconto, non privo di immagini originali , si ancora dunque alla superficie e pecca di una certa esteriorità.
Se tu fossi qui ha partecipato alla selezione per il Premio Campiello.
Francesca
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