Uno dei sei romanzi della shortlist 2011 del Man Booker Prize, forse il più importante premio letterario per i lavori in lingua anglosassone. Vorrei leggerli tutti fino ad arrivare al vincitore, annunciato a ottobre e assegnato a Julian Barnes con The Sense of an Ending. Per la sua originalità, Jamrach's Menagerie è entrato a pieno titolo nel gruppetto dei finalisti. E' un romanzo di avventura, ambientato nell'Inghilterra vittoriana: ottima la capacità descrittiva dell'autrice, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti popolari della Londra dickensiana e la meravigliosa wunderkammer zoologica di Jamrach, mercante di animali. Buona la capacità di "tenuta" sul lettore, malgrado la molteplicità degli scenari attraversati dal giovane protagonista Jaffie Brown, io narrante: dalle fogne di Bermonsey, fuori Londra, ai mercati esotici di Ratcliffe Highway, borgo londinese sul Tamigi, ai mari delle Azzorre e dell'Indonesia, per arrivare alla claustrofobia di una scialuppa che forse non vedrà mai la terra.
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Il capoverso iniziale ti aggancia come un pesce all'amo:
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Il capoverso iniziale ti aggancia come un pesce all'amo:
Si legge veloce fino al naufragio, poi il ritmo cambia in sintonia con la lunghezza dei giorni senza speranza - qui l'editor avrebbe potuto accorciare qualche passaggio, tanto più che l'atmosfera si incupisce tanto da rasentare l'orrore.
Comunque, una lettura avvincente: qualcosa fra Harry Potter e Moby Dick.
Attenzione: questo romanzo è per ora disponibile solo nell'originale in inglese.
Attenzione: questo romanzo è per ora disponibile solo nell'originale in inglese.
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