Malgrado
la scrittura impeccabile, l’ultimo romanzo breve di Barnes – una novella, come
dicono gli inglesi, di 150 pagine – a
mio avviso, non avrebbe meritato il Man Booker Prize che gli è stato assegnato un
mese fa. Mi è parso un esercizio di snobismo letterario, dove sull'altare dello stile si sacrificano la trama , la consistenza dei personaggi, la ratio dei loro comportamenti e soprattutto le emozioni.
L’essenza del messaggio di Barnes sta nelle parole all’inizio del libro:
L’essenza del messaggio di Barnes sta nelle parole all’inizio del libro:
Ciò che alla
fine ricordiamo non è sempre ciò di cui siamo stati testimoni (la traduzione è mia)
Nel senso che spesso distorciamo,
anche inconsapevolmente, il nostro
passato o in alcuni casi ricordiamo un passato di seconda mano.
Per suffragare la sua tesi, Barnes si inventa un io narrante
"inattendibile", Tony Webster, un uomo
sulla sessantina che, nella prima parte del libro, ricorda alcuni episodi della
sua vita da studente nell'Inghilterra degli anni
Sessanta . La scuola,le amicizie, il primo amore e, soprattutto, il miglior
amico, Adrian Finn, intellettualmente brillante, e misteriosamente fuori dal comune: un modello comportamentale estremamente affascinante per chi, come Tony, ha l’ambizione, ma non la
capacità, di elevarsi sulla massa. Non a
caso dopo il liceo le loro strade si dividono : Adrian viene accettato a
Cambridge, mentre Tony si deve accontentare di un’università di livello più
basso. Quando ventenni ormai non si frequentano più, accadono due eventi intorno ai quali si regge tutta la costruzione
di Barnes: Adrian scrive a Tony che si è messo con Veronica, la
prima ragazza con cui Tony aveva imbastito una breve relazione e, pochi mesi dopo, Tony apprende che Adrian si è suicidato. A questo punto – siamo a un terzo del libro - la narrazione torna al presente: sono
trascorsi quarant’anni, una moglie, una
figlia, un divorzio. Il nostro Tony , in pensione, riceve in lascito dalla
madre di Veronica 500 sterline e i diritti sul diario di Adrian. Questa inaspettata missiva scuote in maniera sorprendente la sedentarietà
di Tony, che, per i restanti due terzi del libro, si scatena in un’assurda
ricerca del passato. Grazie a una gragnuola di e-mail, riesce a contattare la
sempre più enigmatica Veronica che gli riserva un’accoglienza al
limite della villania. Ma lui non si lascia scoraggiare e va avanti con improbabili incontri a due (sempre
più disastrosi) e altrettanto inverosimili ricerche solitarie, fino a quando,
in effetti, arriva a constatare quanto la
sua memoria possa essere stata fallace sul conto di Adrian.
Interessanti i molteplici significati del titolo: The Sense of an Ending allude al suicidio di Adrian ma anche alla fase finale della vita di Tony. O non sarà forse un'anticipazione della domanda che mi sono posta alla fine del libro: ma che senso ha tutto questo?
Interessanti i molteplici significati del titolo: The Sense of an Ending allude al suicidio di Adrian ma anche alla fase finale della vita di Tony. O non sarà forse un'anticipazione della domanda che mi sono posta alla fine del libro: ma che senso ha tutto questo?
Attenzione: questo romanzo non è per ora disponibile in edizione italiana.
0 comments:
Posta un commento