Tema storico interessante che però scivola sulla buccia di banana del connubbio con il feuilleton.
Nel 1944 migliaia di guerriglieri della resistenza antifranchista in
esilio in Francia, con l'appoggio del partito comunista, attraversano i
Pirenei e invadono la Val d'Aran. L'operazione fallirà e finirà con il
rientro dei superstiti in Francia. Un lodevole intento di divulgazione
storica attraverso capitoli dedicati alla guerra civile e soprattutto
al ruolo svolto dal partito comunista spagnolo capeggiato da Dolores
Ibarruri, meglio conosciuta come la Pasionaria. Deplorevole
invece l'intreccio con la storia d'amore fra Inès, appartenente alla
ricca borghesia falangista ma trasformatasi in guerrigliera, e Galàn,
comandante partigiano.
Le prime 200 pagine scorrono abbastanza veloci ma poi ha la meglio il
mèlo fiacco, che la Grandes cerca di rinvigorire con l'espediente ormai
abusato (e in questo caso decisamente stonato) dei manicaretti di cucina
locale con cui Inès ingrassa il suo Galàn e tutti i guerriglieri. Fino
al punto che la coraggiosa invasione pare più una scorribanda
agrituristica che un'azione militare. E poi 741 pagine sono troppe per
una trama piuttosto claustrofobica, limitata nello spazio e nel tempo.
Secondo l'intenzione della scrittrice spagnola, che ha al suo attivo
decine di romanzi, questo dovrebbe essere il primo volume di un progetto
narrativo composto da ben sei romanzi indipendenti dedicati
all'esperienza franchista. Probabilmente più apprezzata in Spagna che da
noi.
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