Titolo originale: Last Man in Tower
Dopo il successo de La Tigre Bianca, vincitore del Man Booker Prize nel 2008, il giovane scrittore indiano Aravind Adiga ci riprova con questo romanzo, sempre ambientato a Mumbai. Purtroppo, come spesso accade dopo un grande successo, Adiga delude le aspettive. L'idea centrale del romanzo è avvincente, anche se non originale, e mette a nudo un aspetto deteriore dell'economia indiana: la rapace speculazione immobiliare che sta erigendo edifici di lusso nelle aree precedentemente occupate dalle ormai famose bidonville.
La tranquilla vita dei proprietari di un vecchio condominio posseduto da una cooperativa, la Vishram Society, viene squassata da un'offerta economica "che non si può rifiutare" da parte di un costruttore senza scrupoli. Dopo le prime resistenze, tutti sono disposti ad accettare la proposta milionaria e trasferirsi, tranne l'anziano maestro in pensione Mr Murthy, detto Masterji. La prima parte del libro (in tutto circa 400 pagine nell'edizione originale) procede a ritmo sostenuto. E' dedicata alla descrizione delle peculiarità della Vishram Society, dei singoli condomini e delle loro idiosincrasie. Come al solito Adiga ha uno stile accattivante, punteggiato da frequenti metafore e similitudini colorite:
Dopo il successo de La Tigre Bianca, vincitore del Man Booker Prize nel 2008, il giovane scrittore indiano Aravind Adiga ci riprova con questo romanzo, sempre ambientato a Mumbai. Purtroppo, come spesso accade dopo un grande successo, Adiga delude le aspettive. L'idea centrale del romanzo è avvincente, anche se non originale, e mette a nudo un aspetto deteriore dell'economia indiana: la rapace speculazione immobiliare che sta erigendo edifici di lusso nelle aree precedentemente occupate dalle ormai famose bidonville.
La tranquilla vita dei proprietari di un vecchio condominio posseduto da una cooperativa, la Vishram Society, viene squassata da un'offerta economica "che non si può rifiutare" da parte di un costruttore senza scrupoli. Dopo le prime resistenze, tutti sono disposti ad accettare la proposta milionaria e trasferirsi, tranne l'anziano maestro in pensione Mr Murthy, detto Masterji. La prima parte del libro (in tutto circa 400 pagine nell'edizione originale) procede a ritmo sostenuto. E' dedicata alla descrizione delle peculiarità della Vishram Society, dei singoli condomini e delle loro idiosincrasie. Come al solito Adiga ha uno stile accattivante, punteggiato da frequenti metafore e similitudini colorite:
C'erano pensili in ciascuna stanza e dalle ante aperte tracimavano libri e giornali con una forza traumatica, come uova sguscianti dalla pancia aperta di un pesce...
Guardò il suo ragazzo (affetto da sindrome di Down n.d.T). Diciotto anni. Non cresceva, ma in qualche modo assorbiva nuove cose ogni giorno. Come la città in cui viveva. (le traduzioni sono mie)
Poi, a metà libro, di fronte alla resistenza di Masterji ad accettare l'offerta, la narrazione si arena. La trama si sfilaccia. Molto prima della conclusione, intuiamo cosa sta per accadere, ma Adiga non arriva al dunque abbastanza velocemente e perde l'attenzione del lettore. Peccato.
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