Esce domani nelle sale italiane il film The Help, tratto dall'omonimo romanzo di Kathryn Stockett che Mondadori aveva pubblicato nel 2009 con il titolo L'aiuto. Sull'onda del film, la casa editrice di Segrate ripropone il libro, questa volta con il titolo originale. Chi volesse farsi un'idea del film, e soprattutto del libro, può quindi leggere (o rileggere) il mio post del 20 giugno 2010. In sostanza, anche considerando la stagione in cui scrivevo, ho consigliato il romanzo come libro per l'estate, valutandolo un'opera i cui intenti commerciali prevalgono su quelli di denuncia sociale. E questo malgrado la serietà del tema di fondo: la discriminazione razziale negli Stati Uniti degli anni Sessanta.
In disaccordo con questa mia valutazione Maria Giulia Minetti su La Stampa ha commentato:
In disaccordo con questa mia valutazione Maria Giulia Minetti su La Stampa ha commentato:
Scrivere come ha scritto un recensore italiano (sul blog letterario www.panchinedimilano.com
) che il romanzo di Kathryn Stockett «affronta un tema serio come
l'apartheid nel Sud degli Stati Uniti con levità e sprazzi di umorismo»
dà appena un'idea del genere di scempiaggini cui la storia è esposta.
Perché, scusate, vi pare possibile che un argomento come l'apartheid
venga trattato con «levità»? Sostituite alla parola «apartheid» la
parola «nazismo» (cui l'apartheid è consustanziale), e rileggete la
frase. Vi sembrerà intollerabile. Chi mai potrebbe trattare il nazismo
con leggerezza e humor? Nessuno. E chi lo facesse riceverebbe applausi o
condanne, secondo voi?
A scanso di ulteriori sgradevoli equivoci ( e poi, perchè mai apostrofare come "scempiaggini" le opinioni altrui? Forse che ci sono troppi fastidiosi blogger in giro tra i libri? ) torno a sottolineare la sostanza del mio pensiero. In The Help,
Stockett si avvale consapevolmente di elementi di levità e umorismo
per narrare una storia incentrata sulla cultura dell’ apartheid nel
Mississippi. Il risultato è un romanzo che ha scalato le classifiche americane dei bestseller quando è
stato pubblicato nel 2009. The Help è un prodotto ben confezionato, ma non comparabile per forza narrativa al capolavoro di Harper Lee, Il buio oltre la siepe,
cui la Minetti lo ha accostato. Inoltre non ha lo stesso peso in
termini di denuncia sociale nè la stessa forza d’urto né la “scomodità”
di tanta narrativa afro-americana. E forse anche per questo ha venduto
così bene negli States.
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